martedì 18 febbraio 2014

Editoriaraba - Libertà e memoria per la Palestina: mostra di calligrafia araba e presentazione del libro di Jamal Bannura a Roma

Venerdì 21 febbraio 2014 alle ore 18 presso B-Gallery, piazza di Santa Cecilia 16, si terrà l’inaugurazione della mostra di calligrafia araba e miniatura “Shapes of Freedom – Le Forme della Libertà”, di Giulia Giorgi e Nilufar Reza (fino a domenica 23 febbraio).

Alle ore 19 verrà presentato il libro di Jamal Bannura, Per non dimenticare e altri racconti (traduzione di Eugenia Di Gregorio, Roma, Edizioni Q, 2014).

Partecipano: Biancamaria Scarcia Amoretti (Università di Roma Sapienza); Eugenia Di Gregorio (Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica); Wasim Dahmash (Università di Cagliari).

“Shapes of Freedom – Le Forme della Libertà” è un progetto espositivo a quattro mani di Giulia Giorgi e Nilufar Reza imperniato sul concetto di libertà e aspira a rappresentarla nei suoi diversi aspetti, dalla libertà di amare a quella di movimento.

Ognuno degli otto pezzi, realizzati attraverso una combinazione delle tecniche di calligrafia araba e di miniature persiane, vuole rappresentare una forma di libertà.
Shapes of Freedom è presentata ufficialmente nell’ambito di Cultura è libertà. Una campagna per la Palestina proprio per sottolineare la gravità della mancanza di libertà in molte parti del mondo.

La mostra rimarrà in esposizione dal 21 al 23 febbraio 2014.

Le sei storie presentate nella raccolta Per non dimenticare e altri racconti compongono una sorta di paradigma di immagini e riferimenti, la cui valenza politica e simbolica è continuamente ridefinita e avvalorata dal lettore, chiamato a rintracciare nel racconto la chiave di lettura del ‘conflitto israelo-palestinese’ e di un presente incerto e drammatico.

Le voci dei personaggi, uomini provati dalle imposizioni e dall’isolamento e donne che si rivelano eccellenti protagoniste di una resistenza che continua nel quotidiano, refrattaria a qualunque forma di concessione, compromesso e cedimento, prevalgono spesso sulla narrazione e contribuiscono al coinvolgimento del lettore, all’attualizzazione degli eventi ‘vissuti’ attraverso le storie raccontate, e a trarne ispirazione per non perdere la speranza in un mondo migliore.
Jamal Bannura,  scrittore di racconti brevi, ha trascorso la vita lavorativa insegnando letteratura araba al liceo di Betlemme, la città vicina a Beit Jala (Beggiala) dove è nato nel 1938 e dove vive tuttora. Alcuni suoi racconti tradotti in italiano si trovano in varie antologie di letteratura araba. Una raccolta intitolata Intifada è stata pubblicata in italiano dal ‘Bollettario’ di Edoardo Sanguineti nel 1992.

(tratto dal comunicato stampa dell’evento)

Dopo la tragedia di Lampedusa, il lavoro culturale di Abdellatif Garrouri - 28 febbraio 2014 Associazione Donne Tunisine "La Palma del Sud"

ASSOCIAZIONE DONNE TUNISINE “LA PALMA DEL SUD”

DOPO LA TRAGEDIA DI LAMPEDUSA, IL LAVORO CULTURALE DI Abdellatif Garrouri

L’Associazione donne tunisine La Palma del Sud presenta il documentario del regista tunisino Abdellatif Garrouri sui giorni della tragedia di Lampedusa

Per l’occasione interverranno le Autorità cittadine e i Rappresentanti del Governo Tunisino.

L’Associazione donne tunisine LA PALMA DEL SUD, da anni impegnata sul tema dell’integrazione e della lotta al razzismo con una attenzione particolare alle donne ed ai minori stranieri  vuole testimoniare con questa proiezione la vicinanza della comunità tunisina in Italia ai nostri connazionali colpiti da questo grave lutto,  alle madri i cui figli partiti con la speranza di un futuro migliore sono morti senza la possibilità di essere almeno compianti.

Nel documentario  c’è il dolore di queste madri  per i propri figli scomparsi che attendono risposte sulla loro sorte.

E’ la prima volta che succede: queste madri chiedono conto, pretendono di sapere, vogliono i loro figli, vivi o morti.

E’ la prima volta che succede ed è un altro effetto domino della rivoluzione tunisina: verso l’Europa, in questo caso, nella stessa direzione presa dai giovani tunisini per testimoniare la loro libertà di movimento dopo la libertà conquistata con la rivoluzione.

Per questo, anche noi, insieme alle madri e alle famiglie dei migranti tunisini dispersi ci siamo attivate per scalfire il silenzio, il tergiversare, la non chiarezza con cui le istituzioni italiane e tunisine hanno deciso di trattare tutta questa vicenda, dando voce a queste donne con un documentario straziante.

Di solito per comunicare qualcosa, per denunciare, per chiamare a un’azione si scrive qualcosa, ma in questo caso le donne dell’Associazione La Palma del Sud hanno voluto far parlare i volti di queste madri che oggi a Tunisi si sono date fuoco, attentando alla loro stessa vita per gridare l’esasperazione davanti a questo silenzio assordante.

Poter dire non solo come denuncia, ma come realtà, che siamo riuscite, per una volta, a far contare le vite, quelle dei loro figli che hanno attraversato quelle frontiere maledette.

Non è per noi più il tempo dei comunicati. Ora è il momento quello di chiederci tutte insieme come continuare ad affermare alle Istituzioni italiane e tunisine  che queste vite contano.

Sihem Zrelli, Presidente dell’Associazione La Palma del Sud

venerdì 14 febbraio 2014

Dal crac Lehman alla Troika - "Greco, Eroe d'Europa" - Roma, 19 febbraio, Centro Studi Americani

Roma, 19 febbraio, presso il Centro Studi Americani

Via Michelangelo Caetani, 32   ore 17-19

Il "caso Grecia" va letto alla luce di ciò che sta accadendo in Europa e nel mondo come esempio emblematico dell’effetto devastante della crisi finanziaria planetaria.
In occasione dell'uscita del libro "GRECO Eroe d'Europa” (Albeggi Edizioni) il Centro Studi Americani ospita un incontro per capire a fondo tali effetti e ragionare sulle politiche anticrisi europee e internazionali.

DAL CRAC LEHMAN ALLA TROIKA. GRECO, EROE D'EUROPA.
 
Intervengono:

Francesco De Palo, giornalista, autore del volume

Dimitri Deliolanis, corrispondente di ERT, (ex) TV di Stato greca

Maarten Van Aalderen, Presidente Associazione Stampa Estera

Sen. Francesco Maria Amoruso, Presidente Assemblea Parlamenti del Mediterraneo


Chairman: Paolo Messa, fondatore di Formiche e membro del board del Centro Studi Americani

Sulla copertina, i riflessi di un’acqua cristallina e poi uno strappo, dal quale fuoriescono mani con il palmo aperto: è il gesto della mounza, una protesta-insulto divenuto simbolo della reazione alla troika e al Governo di Atene durante i giorni dei raduni in piazza, quando i greci si facevano fotografare con le mani alzate contro il Parlamento.
Il libro di De Palo è una fotografia della Grecia di oggi, alle prese con disperazione e fame, con scandali e sprechi e con il fenomeno inquietante di Alba dorata. Accanto a questa fotografia, storie di coraggio, passate e presenti, pulite, alte ed edificanti che questa terra - che ha dato i natali alla filosofia, alla democrazia, alle arti e alla medicina - è riuscita ad esprimere. Da queste storie, sostiene l’autore, occorre ripartire per risorgere e cambiare di nuovo le sorti della Storia.

Francesco De Palo è giornalista, scrittore e blogger. Scrive di Mediterraneo e di politica per Il Fatto Quotidiano, Il Giornale, Formiche, Rivista Il Mulino e dirige il magazine Mondo Greco. 

lunedì 10 febbraio 2014

"Sguardi incrociati" Nuove soggettività femminili sulle sponde del Mediterraneo e nuove forme di critica sociale al femminile, 14 e 15 febbraio Parma

Moltiplicazione delle aspettative sulle performance femminili, nuove forme di controllo del corpo della donna e precarizzazione della di fferenza di genere sono solo alcuni dei processi culturali recenti, compositi e spesso in contrapposizione, di cui vorremmo occuparci perché da essi prendono forma oggi nuove soggettività al femminile.
Nuovi discorsi e nuove pratiche attraverso cui le giovani adulte elaborano le proprie strategie di resistenza, rappresentandosi e rappresentando i confl itti di potere nei quali sono immerse. Si tratta però spesso di resistenze individuali o perimetrate in circuiti chiusi, che stentano a scrivere “discorsi collettivi” sul femminile capaci di permeare la cosiddetta opinione pubblica.
Tuttavia, un contesto in cui paiono “emergere” con maggiore evidenza discorsi nuovi sui disequilibri di potere tra generi è quello del confronto interculturale, tra uomini e donne che hanno vissuto diff erenti forme di
educazione al genere e che oggi guardano insieme al mutamento globale in corso.
Ripercorrere le diverse storie familiari e individuali all’interno delle quali si colloca la “socializzazione al genere” aiuta le donne a sviluppare uno sguardo critico anche rispetto al proprio contesto. Lo testimonia, in particolare, la capacità di critica sociale al femminile presente nei discorsi postcoloniali, come quelli sviluppati dall’ecologismo femminista indiano o dal femminismo islamico degli ultimi decenni.
Un primo obiettivo della ri flessione che intendiamo stimolare è quindi di intrecciare il discorso sui sessi con quello sulle culture poiché ciò aiuta a vedere il carattere globale del mutamento di equilibri tra generi.
Un secondo obiettivo è quello di esplorare nuovi discorsi sul potere formulati a partire dall’esperienza femminile quotidiana, dalle pratiche quotidiane di resistenza ai disequilibri, favorendo l’incontro tra linguaggi spesso distanti tra loro, ora chiusi nelle accademie universitarie ora nelle reti associative, perché tornino a vedersi reciprocamente e a fare
“massa critica”.

Radio Onda d'urto - “GRECO. EROE D’EUROPA”: INTERVISTA CON FRANCESCO DE PALO

Francesco De Palo, barese classe ’76, è giornalista freelance, scrittore e blogger. Laureato in giurisprudenza, scrive tra gli altri per Il Fatto Quotidiano, per il quale ha seguito le elezioni greche del 2012, il pacchetto del dossier Troika e la vicenda della “lista Lagarde”.

Nei giorni in cui la Grecia assume la presidenza semestrale della Ue, esce il libro di De Palo: “Greco. Eroe d’Europa” (Albeggi Edizioni).

Il libro non glissa sullo scenario da guerra civile che Troika e Ue hanno imposto nel paese, passando dai malati costretti a pagarsi le cure ai bambini che, nelle scuole di Atene, si accasciano sui banchi per la fame, dal razzismo sfruttato da forza come Alba Dorata agli affati di chi, nelle elites del Paese, affollano la lista degli evasori tra fondi neri e lingotti d’oro in Svizzera.

Leggi il resto dell'articolo e riascolta l'intervista

mercoledì 5 febbraio 2014

"Greco Eroe d'Europa" di Francesco De Palo

Venerdì, 31 Gennaio 2014  Ilaria Guidantoni

Esce nei giorni di apertura del semestre greco di Presidenza UE il libro del giornalista Francesco De Palo, innamorato delle storie del Mediterraneo, di ieri e di oggi, che in Grecia ha trovato una patria del cuore e lo si avverte, al di là del suo intento dichiarato.

Fa da sponda alla passione dell’uomo, l’acume e la curiosità instancabile del giornalista. Le pagine del libro raccontano un contatto quotidiano, aggiornato e a trecento sessanta gradi sulla realtà greca. E’ un fatto che si avverte, si sente, la naturalezza con la quale parla, la partecipazione emotiva, la capacità di argomentare. Il libro a metà tra il saggio storico-politico e il reportage socio-economico, con ampie incursioni nel mondo culturale è una fotografia della Grecia tra scandali e degrado sociale, accanto a storie d’onore e di coraggio di ieri e di oggi. L’intento è dichiarato da Francesco De Palo nelle prime pagine, non solo un pamphlet, ma ‘uno sforzo narrativo’ per raccontare – e aggiungerei dimostrare – che anche nei momenti peggiori di sconforto la Grecia non si è mai arresa, memore del suo passato grandioso. Greco per l’autore è un dna che dagli eroi di ieri a quelli di oggi fa dire a questo popolo, e ad alcuni suoi grandi protagonisti, che è meglio morire da ellenico piuttosto che deporre le armi.

Sulla copertina, i riflessi di un’acqua cristallina e poi uno strappo, dal quale fuoriescono mani con il palmo aperto: è il gesto della mounza, una protesta-insulto divenuto simbolo della reazione alla troika e al Governo di Atene durante i giorni dei raduni in piazza, quando i greci si facevano fotografare con le mani alzate contro il Parlamento.

Scritto con un eloquio veloce, accattivante, che unisce la lingua veloce della presa diretta giornalista, la cultura classica con qualche nota di lirismo e una buona conoscenza della lingua greca classica e moderna, senza che l’inserzione di vocaboli e note appesantisca le pagine, la prima parte è un’ampia descrizione circostanziata della situazione attuale. Si narrano gli scandali, il degrado della casta, la miseria della popolazione, soprattutto il dramma dell’economia sulla spesa e i guai del sistema sanitario, la caduta vertiginosa dell’occupazione, ma in particolare si tratta di una lunga denuncia alla ‘disattenzione’ di quell’Europa che appare lontana e che pure in Grecia ha la sua culla.

La recensione integrale su Saltinaria.it

martedì 4 febbraio 2014

TG2 Storie - Racconti della Settimana 01/02/2014

Uno scrittore e intellettuale tunisino di grande profilo, Touhamy Garnaoui, ormai cittadino italiano, un amico che ho ospitato su queste mie pagine, dopo il servizio su Tg2 storie di sabato 1° febbraio 2014 di Sandro Petrone mi ha ha scritto:

"J’ai regardé hier soir, après minuit, su Rai2, le programme «TG2 – Storie – Racconti della settimana», sur aimable invitation de Ilraia Guidantoni, ultime protagoniste du programme de la soirée. Dire que le sujet était centré encore une fois sur la Tunisie, et plus précisément sur la femme tunisienne, ne voudrait rien signifier. Les médias nous ont inondé de discours sur la révolution des jasmins, le printemps arabe, et d’images sur l’av. Bourguiba, place Tahrir, les bazars de Tunis et du Caire et les immanquables fumeurs de narghilé. Cela c’est l’usage de la parole (et de l’image) comme dit Ilaria, comme expression au masculin du pouvoir de la communication, qui souligne les lieux communs, pour accentuer les différences, susciter et justifier a posteriori les conflits.
Ilaria fait la navette entre l’Italie et la Tunisie, justement parce qu’elle a senti qu’il n’y a pas de différences figées, et parce qu’à chaque approche, elle découvre de nouvelles nuances, de nouvelles situations. Elle retrouve « la dimension féminine de la parole » qui est accueil, rencontre « dans l’intimité », recherche de l’harmonie dans la diversité.
Le voyage, dit-elle est surtout un mode d’exister, de préciser à chaque retour sa propre identité. Et c’est en Tunisie , confesse-t-elle, qu’elle a senti son identité méditerranéenne, identité qui a toujours existé mais souvent déformée. A travers la femme tunisienne, elle a mieux compris certaines données, comme le fait par exemple que la femme musulmane, la « femme du Coran » est plus émancipée que la femme de l’Evangile, dans les lettres de S. Paul. Ce que l’on voit n’est pas imputable à la religion, mais à la volonté d’émancipation de la femme, par le travail, et en Tunisie, la femme est plus laborieuse que l’homme.
Evidemment toute nuance est précisée, parfois contredite par une autre nuance, par exemple le fait que le progrès technique et technologique est déterminant dans l’évolution des rapports de production, les rapports sociaux, parallèlement à la permanence de certains aspects culturels, non moins importants.
Ilaria Guidantoni est comme un aimant qui reconstruit le champ du courant électrique autour des deux pôles, les deux rives de la même Méditerranée. Elle se distingue par un style élégant et sobre qui souligne le savoir faire séculaire de ses racines florentines.
A travers ses rencontres «dans l’intimité», seule dans les rues de Tunis, ou assise dans un bar en lisant les journaux locaux, pour ne pas perdre la dernière nouvelle, dans un environnement incertain et en rapide transformation,  elle cherche à satisfaire son besoin de comprendre finalisé à élaborer des notions et des concepts pour elle-même, mais aussi pour offrir une grande disponibilité, que j’ai  pu vérifier concrètement. Un exemple de grand journalisme disparu depuis le début des années ’80, ainsi que la démocratie qui reposait en partie dessus".

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